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Due

"Ciao Veronica" "Salvo!" Salvo era affacciato al balcone del primo piano, la cenere della sigaretta che stava fumando cadde a pochi centimetri da Veronica. "Mi vuoi dare fuoco?" "Di nuovo fuori dalla porta alle quattro di notte!" "Apri stronzo così salgo" "Stronzo tuo padre e quell'arruso del tuo zito" "C'è freddo apri!" Il vento continuava a far sbattere le finestre del palazzo. Da mesi gli operai non lavoravano più al cantiere. "Se apro cosa mi dai in cambio?" "Apriiii" "Zitta troia o sveglierai tutto il palazzo! Aspetta vado a prendere le chiavi e te le tiro" Spense la sigaretta nel posacenere del balcone. Le chiavi dovevano essere sopra il mobile all'ingresso oppure nella ciotola oppure... Un grido tremendo interruppe la ricerca di Salvo.

Uno

Lo sbattere non poteva essere casuale, pareva esserci un ritmo. Una sorta di spartito guidava lo sbattere delle porte. Prima una dall'ultimo piano, poi una dalle viscere del palazzo quasi in contemporanea ad una del piano terra. Il vento dirigeva questa strana ed enorme orchestra, il palazzo in costruzione obbediva con classe innata alle bizze di questo conduttore esigente e stravagante. La chiave non vuole girare nella toppa, dopo un paio di tentativi Veronica si rende conto di avere in mano il mazzo di chiavi sbagliato, una chiave lunga da porta blindata e due chiavi normali, non sono le sue però, le avrà scambiate al locale. E' troppo tardi per recuperare il mazzo giusto, Veronica vuole andare a letto, è distrutta. Le andrebbe bene anche addormentarsi sullo zerbino o nel palazzo in costruzione o in macchina. La macchina è dal carrozziere però, in questi due anni non c'è mai stato uno zerbino davanti la porta di casa sua e il palazzo in costruzione è circondato da una ret...