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Sette

La testa colpisce la dura pietra della gebbia. Francesco muore. Michele non si tuffa, non capisce perchè Francesco non si muova; allunga la mano per toccarlo, non ci arriva. Spezza una canna per aiutarsi. Antonio non si muove lascia fare tutto al maggiore, entrambi non dicono una parola. Sopra le loro teste un falchetto vola alto in cerca di piccoli topi. Pistacchio e nocciola, nella mente di Michele passa soltanto questo pensiero, il gusto del cono gelato che Francesco aveva mangiato il giorno prima, lui aveva scelto la fragola per il colore rosso carico e i piccoli puntini neri. Zeus deve morire. fine

Sei

Primo colpo. La statuina non sembra interessata allo sforzo di Michele. Secondo colpo. Statuina sempre indifferente. Terzo colpo. Il busto dell'angelo si spezza. Quarto colpo. Dell'angelo rimane solo uno spezzone. Ancora qualche colpo e Michele riesce a staccare il mattone sotto la statua, ma sotto questo c'era un grosso mattone in pietra, nessuna intercapedine, nessuno spazio fra il mattone e il balatone. Gli altri due fratelli muovendosi con cautela si accertano che non vi sia davvero nulla, vogliono essere sicuri che Michele abbia davvero visto bene, che non vi sia uno scomparto segreto o qualche altra diavoleria. Niente, sotto la statua dell'angelo non c'è nulla. Zeus li ha presi in giro, ha inventato tutto. Si deve scendere dalla gebbia e tornare a casa prima che finisca il funerale, prima che si faccia buio, a Zeus si penserà domani. I tre si muovono nei pochi centimetri del bordo, un piede messo male e Francesco finisce dentro la gebbia sprofondando nell'...

Cinque

La statuina è proprio sotto il punto da cui sarebbe dovuta uscire l'acqua ed è monca del braccio e dell'ala sinistra. Zeus aveva detto che si sarebbe alzata facilmente ma Francesco si rese conto che era saldamente murata al bordo della gebbia. Dovevano trovare un sistema per spostarla e prendere quello che si trovava sotto. Francesco tira dei calci alla statua sperando di smuoverla, ma riesce soltanto a rompere un pezzetto di ala dalla spalla destra. Lo spazio limitato non consente a Michele di dare una mano o un piede al fratello, decidono di scendere dalla gebbia e di cercare qualcosa per distruggere la statua. Antonio si rifiuta di scendere teme un'altro attacco della biscia. Michele e Francesco tornano sul sentiero che porta alla gebbia in cerca di qualcosa di utile. Niente bastoni di legno o tubi di metallo, trovano una grossa pietra ricoperta di muschio e decidono che possa andar bene. Di nuovo in fila, di nuovo sul bordo della gebbia. Questa volta però Michele il c...

Quattro

L'urlo dura alcuni secondi, Michele vede immediatamente la gamba nera e pulsante di Antonio ma solo dopo qualche istante capisce perchè la gamba destra di suo fratello era virata di colore. Salta giù dal gradino a piè pari, afferra la biscia dalla testa e la srotola dalla gamba di Antonio come fosse la corda di una trottola. Se esistesse un campionato mondiale juniores di lancio del serpente Michele si sarebbe sicuramente assicurato una medaglia. La biscia volò con una strana rotazione oltre le canne. Michele fissa Antonio come un ciclope, senza capire perchè parte uno schiaffo. I due continuano a guardarsi nei loro tre occhi qualche istante fino a quando Antonio tira un calcio allo stinco di suo fratello. Il fratello maggiore dopo le urla, rimane come confuso, poi si fa una risata prende il fratello minore dalle ascelle e lo sistema sui gradini in pietra. I tre sono adesso in fila come funamboli sul bordo della gebbia, alla loro sinistra una selva di canne puntate verso l'alto...

Tre

Zeus era stato molto preciso, avrebbero dovuto camminare sul bordo della gebbia se volevano arrivare vicini alla statua dell'angelo. Le canne crescevano una vicina all'altra tanto da rendere impossibile anche la sola idea di passarvi attraverso. Girando intorno alla collinetta si resero conto che c'era un varco fra le canne che conduceva direttamente alla parete in pietra della gebbia. Dalla parete sporgevano dei mattoni che seguivano la curva della struttura fungendo da gradini di un'enorme scala a chiocciola. Il terreno era fradicio di acqua, ad ogni passo si affondava nel fango. Michele temeva di ferirsi agli occhi con una canna, proprio adesso che stava per uscire dalla sua condizione di guercio, non avrebbe sopportato l'idea di diventare completamente orbo. Il primo a salire sui mattoni fu Francesco, si teneva con entrambe le mani alla parete e tentava di non guardare più di tanto verso il basso; arrivato in cima alla scala di pietra aveva alle sue spalle Miche...

Due

La casa ha un piano terra e un primo piano. Tutte le finestre sono serrate, tranne una sull'angolo vicino al muro dove hanno scavalcato. Michele corre insieme al suo gemello, Michele è il solo a sapere come arrivare alla gebbia. Antonio non potendo scavalcare il muro da solo per tornare indietro si decide e segue i fratelli oltre la casa. I gemelli arrivati in un viale alberato si fermano e aspettano in fratello minore. Antonio vorrebbe lamentarsi, vorrebbe chiedere perchè lo lasciano sempre indietro, ma sia Michele che Francesco non solo non accoglierebbero le sue lamentele ma lo prenderebbero in giro o peggio non lo porterebbero più con loro in giro per campagne e colline. Nel viale in quel punto si apriva un viottolo che svoltava subito a destra. Michele si incammina per primo seguito da Antonio e da Francesco. Dopo pochi passi si trovano davanti ad una sorta di vulcano verde. Una selva di canne verdissime cresceva su una collinetta in cima alla quale si intravedeva il bordo in ...

Uno

Nel pomeriggio muto si sente arrivare una macchina, il rumore è lontano, si sta avvicinando, corre sulla statale. La macchina passa e va oltre. Michele si distrae, Francesco arrampicato sulle sue spalle rischia di cadere. Antonio, il più piccolo dei tre, se la ride vedendo i fratelli quasi a terra. Uno alla volta riescono ad arrampicarsi sul muro della villa e a scavalcare. Sembra che non ci sia nessuno, nessun cane per morderli, nessun padrone per picchiarli. Ancora pochi giorni e Michele potrà togliere la fascia dall'occhio, il caldo di luglio la rende insopportabile. Vorrebbe grattarsi, vorrebbe toglierla ma sa che non deve farlo. Deve resistere sa che ce la può fare. La gebbia si trova nel giardino, dietro la casa abbandonata, da dove si trovano non possono vederla. Michele e Francesco decidono di muoversi in direzione della casa. Antonio ha paura, sarebbe voluto rimanere a casa con gli zii, perchè si è fatto convincere anche questa volta.