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Pitosforo

Il nome dell'albero credo sia pitosforo. La sdraio credo esista ancora. Il libro è un tesoro prezioso, forse uno dei pochi se non l'unico a non respirare. Poco fa un film, abbastanza banale a dire il vero, mi ha fortemente emozionato perché mi ha ricordato quel pitosforo e il perché più profondo del mio ateismo. Del film ho indovinato un paio di nodi centrali della storia. Del libro che mi è ritornato in mente non avevo immaginato nulla durante la sua lettura. Avevo poco più di dodici anni. Lei pure.

Il cielo è di tutti. No frontiere.

Un giorno l'idea stessa delle frontiere sarà ridicola e insensata come oggi ci pare ridicola e insensata l'idea dello ius primae noctis o dei sacrifici umani. Il film documenta il viaggio e con il viaggio le storie di un finto corteo nuziale che attraversa l'europa per poter arrivare in Svezia. Emoziona fino alle lacrime e ti (almeno "mi") fa stare con la pelle d'oca per la maggior parte del tempo. Numeri, flussi e cazzate politiche diventano persone. racconti  e nomi reali scritti su un muro. Lo abbiamo visto a Santa Chiara dove abbiamo conosciuto la "sposa" del film presente alla proiezione.

Footing, jogging, running

A me piace correre, ho capito che non lo faccio perchè mi fisso obiettivi o traguardi. Lo faccio perchè mi piace punto. Questa estate ho corso nei dintorni della "contrada" Santoro ad Altavilla fra ville, villini e case orripilanti. Forse sarei in grado di correre anche su un tapirulan  ma sono certo che correre a Mondello ed arrivare fino al faro di Capo Gallo è un'altra cosa. Oggi sono riuscito per un "caso logistico" a correre da quelle parti. Ho fatto tutta la salita senza rendermi conto, come tante altre volte, che il vento che saliva dal mare mi stava dando una mano. Cancello toccato. Lo stesso vento durante la discesa pareva dire, urlando più forte della musica nelle cuffiette, adesso sono cazzi tuoi. Non vedo l'ora di andare a mare da quelle parti con la mia famiglia.

Mille splendidi soli

"dove Babi leggeva un libro sotto un'acacia e Tariq faceva un sonnellino con le mani intrecciate sul petto e dove lei poteva tuffare i piedi nel torrente e sognare sogni felici sotto lo sguardo protettivo degli antichi dèi di roccia sbiancata dal sole." Non so se ringraziare o odiare mio compare Roberto per avermi regalato questo libro.

«l'amu a ffari chianciri»

Più di una volta  mi sono chiesto cosa sarebbe successo se quella domenica mattina avessi seguito quella parte lagnusa, dormigliona e asociale che è grande, non è piccola in me. Sono molto contento di avere fatto quello che non volevo fare. La testa non sempre ha ragione. http://imdaleth.blogspot.it/2007/06/carissima-vincenzina.html