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Figli della luce

Enel ha creato nei giorni scorsi il suo nuovo logo. Enel era il padrone di mio papà. Non nel senso egiziano ma nel senso che aveva in quegli anni. Io operaio tu padrone io ho i miei doveri e diritti tu pure. Non sono un grafico e sono consapevole di cosa sia un logo nuovo. Ma siccome sono pure un nostalgico inconsolabile non posso fare a meno di ricordare il meraviglioso logo sulla divisa blu di mio padre. Era un'immagine ma era pure un oggetto apposto con colle e maestria su un tessuto. Era plastico e piatto era lo stesso sul 900 Fiat e sulle cabine elettriche. Ora, per me, sancisce ancora di più lo stacco fra ieri e oggi, fra l'enel dove lavorava il mio papà e la società che porta lo stesso nome e ha uno stiloso e colorato logo uguale a mille altri.

Tra 6 minuti

Papà non possiamo aspettare 6 minuti. Così mia figlia si lamentava qualche ora fa dell'attesa del tram. La bimba ha ragione forse sei minuti o dieci sono troppi  ma qui a Palermo rappresentano una mezza rivoluzione. La cosa nuova è la certezza dell'attesa e ancora di più il fatto che alla salita dei controllori nessuno scende tutti hanno il loro biglietto o abbonamento. Se vivete ad Amsterdam o Madrid non potete capire la portata della cosa. Non ci resta che attendere qualche mese o anno e vedere se la cosa continuerà migliorando la vita dei palermitani.

Astratto

Quando eravamo piccoli non si faceva l'estratto di pomodoro ma l'astratto. Era l'unica notte in cui si dormiva tutti insieme dalla nonna e si potevano ammirare le mirabilis che fiorivano al tramonto, la colazione era con pane fritto o pane con l'olio. La raccomandazione era sempre di non bagnare di non leccare di non alzare polvere. A fine giornata c'era la conserva ma era poco importante. Oggi dopo qualche anno ho fatto le stesse racomandazioni alle mie niche. Con mia grande felicità hanno continuato a leccare lo scanatore con la salsa.

Tagghiarini

Il ricordo non è preciso, ma non sapevo leggere e scrivere. La nipote di lunidda aveva ancora una memoria di ferro e colui che aveva ricevuto in regalo lo scanatore era ancora vivo. Non sapevo, come spesso accade, che avrei ricordato quel momento per tutta la vita.  Lei impastava ed impastava, lo scanatore rimaneva fermo. Lei insegnava e non lo sapeva, io imparavo e non lo sapevo.

Pitosforo

Il nome dell'albero credo sia pitosforo. La sdraio credo esista ancora. Il libro è un tesoro prezioso, forse uno dei pochi se non l'unico a non respirare. Poco fa un film, abbastanza banale a dire il vero, mi ha fortemente emozionato perché mi ha ricordato quel pitosforo e il perché più profondo del mio ateismo. Del film ho indovinato un paio di nodi centrali della storia. Del libro che mi è ritornato in mente non avevo immaginato nulla durante la sua lettura. Avevo poco più di dodici anni. Lei pure.

Il cielo è di tutti. No frontiere.

Un giorno l'idea stessa delle frontiere sarà ridicola e insensata come oggi ci pare ridicola e insensata l'idea dello ius primae noctis o dei sacrifici umani. Il film documenta il viaggio e con il viaggio le storie di un finto corteo nuziale che attraversa l'europa per poter arrivare in Svezia. Emoziona fino alle lacrime e ti (almeno "mi") fa stare con la pelle d'oca per la maggior parte del tempo. Numeri, flussi e cazzate politiche diventano persone. racconti  e nomi reali scritti su un muro. Lo abbiamo visto a Santa Chiara dove abbiamo conosciuto la "sposa" del film presente alla proiezione.